Exhibitions
At L'Isola delle Storie XX
MUSEO DEL FIORE SARDO
Via Margherita, 9
Apertura
Venerdì 3, sabato 4 luglio – ore 10:00 – 21:00
Domenica 5 luglio ore 10:00 – 20:00
Nodi
di Marco Ceraglia
Curatela del MAN_Museo d’Arte Provincia di Nuoro
Il MAN di Nuoro partecipa a L’Isola delle Storie con un nuovo progetto espositivo che prosegue, extra muros, la ricerca condotta dal museo sui temi dell’appartenenza e della comunità. L’opera del fotografo e artista Marco Ceraglia, dedicata ai paesi più piccoli della Sardegna e al tema cruciale dello spopolamento, si presenta qui in chiave poetica. Ecco allora una immagine monumentale che ritrae tutti gli abitanti di Banari, nel Meilogu, messi in posa nella grande piazza del paese. Un paese intero si stringe nello scatto e diventa simbolo di unità. Ad esso si affianca una selezione di volti intensi di abitanti immortalati davanti a questa stessa foto collettiva e alla loro presenza vivida nella cittadinanza che essa rappresenta. Si tratta di uno spunto importante di riflessione sul tema della prossimità relazionale, ma anche della resilienza, dell’identità e del legame con il proprio territorio di origine. Il titolo della mostra “NODI” allude idealmente a ciò che ci connette e allaccia profondamente agli altri, all’interno di uno stesso gruppo sociale, di una stessa storia, di uno stesso luogo. Ma il “nodo” è anche quello – come insegnano Maria Lai e Jorge Eielson – che ci lega alla terra ed è frutto delle nostre mani che intrecciano vincoli, promesse, appigli, suture con ciò che amano e rispettano. Per questo motivo, il giorno sabato 4 luglio, Marco Ceraglia realizzerà per il pubblico del Festival uno shooting fotografico, offrendo una scotta a due o più persone che vorranno interagire, usando il nodo quale emblema del loro rapporto. Una lunga cima di canapa, allegoria di navigazione, di viaggio, di ormeggio e di resistenza, riassume la storia della ricerca artistica di Ceraglia sul tema dello spopolamento, offrendo ai visitatori la possibilità di un atto performativo con il quale aderire creativamente a sostegno delle tante piccole comunità che lo stanno combattendo. Sul set fotografico, la cima potrà essere tesa, scavalcata, sollevata, annodata, condivisa con un’altra persona, ci si potrà simbolicamente camminare sopra; ogni singolo gesto verrà ripreso con un ritratto fotografico per essere condiviso e proiettato a fine serata. Sarà una sorta di azione partecipata davanti al suo obiettivo; così da coinvolgere il pubblico in una vera e propria performance dal valore fortemente simbolico.
Nodi performance partecipativa con Marco Ceraglia
Piazza San Gavino, sabato 4 luglio
In occasione della mostra Nodi durante la giornata di sabato, il pubblico diventa protagonista posando davanti all’obiettivo dell’artista. Un’azione collettiva dal profondo valore simbolico in cui cime e scotte diventeranno il mezzo per unire due o più persone, in un nodo che racconta la loro storia e le relazioni umane.
EX CASERMA
Via Sant’Antioco, 2
Apertura
Venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 luglio
ore 10:00-13:00 / 16:00-20:00
Certe forme lo distraevano continuamente
Mostra di illustrazione di Lucio Schiavon
Il percorso è la meta. La Mostra dedicata a Lucio Schiavon celebra l’atto del creare, invita il pubblico a entrare nel laboratorio mentale di un artista che rifiuta i confini di uno stile per abbracciare il cambiamento costante. Frequente nelle sue opere e nella sua ricerca la città, luogo d’attrazione magnetica e fonte d’ispirazione inesauribile, dove le grandi storie collettive si intrecciano con i micro-racconti della quotidianità. Le città si trasformano in luoghi in cui l’energia del caos contemporaneo si unisce a visioni geometriche che spingono lo spettatore a pensare in grande, senza porsi limiti spaziali o concettuali.
Disegnare per Lucio Schiavon è un atto di pura libertà e un rifugio intimo, dove il valore del segno grafico si configura come un pensiero costante, un’impronta identitaria forte che evolve di opera in opera. La mostra evidenzia questa metamorfosi continua, documentando il rifiuto della ripetizione e la ricerca incessante di nuovi stimoli.
Dove finisce il libro comincia il tuo viaggio
Mostra bibliografica a cura dell’Associazione Culturale Lughenè
La mostra bibliografica celebra il viaggio e l’avventura non solo come spostamenti fisici, ma come dimensioni fondamentali dell’animo umano e, soprattutto, dell’infanzia. Oltrepassare la soglia di casa significa immergersi nell’ignoto: mettere alla prova le proprie abilità, trovare il coraggio di superare i limiti e vivere quel brivido che solo l’imprevisto sa regalare. In questo percorso espositivo, isole deserte, abissi marini, foreste intricate e distese lunari smettono di essere semplici coordinate su una mappa per diventare spazi bianchi: territori aperti che la fantasia dei piccoli lettori può riempire di infinite possibilità. I protagonisti di questi capolavori illustrati — da Peter Pan ai personaggi irriverenti di Beatrice Alemagna — sono figure vive, dinamiche e profondamente umane. Sbagliano, inciampano, ma sono sempre capaci di correggere la rotta, rendendosi immediatamente cari a chi legge.
PIAZZA SAN GAVINO
Ombre dell’Isola
Installazione di BAM Design e Angelo Monne
Realizzata per il Festival Letterario dell’Isola delle Storie, l’installazione nasce dall’incontro tra il linguaggio grafico di Angelo Monne e la ricerca progettuale di BAM Design.
Tre pannelli girevoli in acciaio corten reinterpretano nello spazio pubblico le figure che da anni accompagnano l’identità visiva del festival. Attraverso i trafori, la luce del sole proietta le sagome sulla pavimentazione di Piazza San Gavino, generando ombre in continua trasformazione. L’opera cambia con il trascorrere delle ore, creando ogni volta nuove composizioni e nuove relazioni tra luce, materia e paesaggio. Un intervento essenziale che porta il segno grafico fuori dalla pagina e lo trasforma in esperienza, ricordandoci come ogni storia sia viva, mutevole e aperta a molteplici interpretazioni.
SALONE PARROCCHIALE PIAZZA SAN GAVINO
Persepolis
Omaggio a Marjane Satrapi
Regia di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud
(Francia – Usa, 2007, 96 minuti)
Soggetto: dalle graphic novel Persepolis e Persepolis 2. Storia di un ritorno di Marjane Satrapi. Regia di: Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud. Montaggio: Stéphane Roche. Sceneggiatura: Marisa Musy. Musica: Olivier Bernet. Interpreti (voci versione italiana): Paola Cortellesi (Marjane), Licia Maglietta (la madre), Miranda Bonansea (la nonna), Sergio Castellitto (il padre), Angelica Bolognesi (Marjane bambina). Produzione: Xavier Rigault, Marc-Antoine Robert per 2.4.7. Films.
Persepolis racconta la crescita di Marjane Satrapi, una ragazza iraniana che attraversa alcuni dei momenti più drammatici della storia del suo Paese: la caduta dello Scià, la rivoluzione islamica, la guerra Iran-Iraq e l’affermazione del regime degli ayatollah. Attraverso i suoi occhi di bambina prima e di giovane donna poi, il film mostra come gli eventi politici influenzino la vita quotidiana, soprattutto quella delle donne.
Figlia di una famiglia laica e progressista, Marjane cresce con un forte desiderio di libertà e uno spirito critico alimentato dalla madre e dalla nonna. Costretta a trasferirsi in Europa durante l’adolescenza, vive il difficile sentimento dell’esilio, confrontandosi sia con le restrizioni del suo Paese sia con i pregiudizi e le contraddizioni dell’Occidente. Realizzato con eleganti animazioni in bianco e nero e tratto dall’autobiografia a fumetti dell’autrice, il film unisce ironia, emozione e impegno civile. È un racconto di formazione coinvolgente che intreccia vicenda personale e storia collettiva, mettendo al centro la ricerca di identità, indipendenza e libertà.
PER LE VIE DI GAVOI
Mostra fotografica, omaggio a Daniela Zedda.
Daniela fu, in principio. Dalle prime battute. Quando il Festival Letterario di Gavoi non si chiamava ancora Isola delle Storie, aveva già Daniela. Perché l’idea era di organizzare una kermesse che radunasse le migliori menti creative perché mettessero in campo idee nuove per evitare che questo Festival fosse solo un festival fra i tanti. La sua idea fu di ritrarre i partecipanti, gli scrittori invitati, nell’ambiente, nel paese che li ospitava e quindi omaggiarli di un’esposizione nell’anno successivo alla loro partecipazione, quasi che salutassero tutti gli altri che sarebbero arrivati nelle edizioni successive. E così via di anno in anno. Questa era Daniela: idee semplici e profondissime. Sicché dal secondo anno del festival, che nel frattempo aveva trovato un nome, tutti i visitatori avrebbero potuto vedere esposti nei vicoli e nelle strade di Gavoi, i partecipanti dell’edizione precedente, come una sorta di catalogo, ma soprattutto come un passaggio di testimone. Nel tempo quel progetto si è evoluto fino a quest’ultima, straordinaria serie, forse l’ultima che Daniela ha scattato per Gavoi qualche mese prima di morire, di ospiti del Festival che indossano pezzi del costume tradizionale locale come se indossassero i panni di coloro che li accolgono. Un invito a capire fino in fondo quanto siano fonte di tolleranza le radici autentiche e quanto sapere da dove si parte ci faccia cittadini onorari del mondo. Questo è Daniela.
Marcello Fois