Mostre 2014

MUSEO COMUNALE

Via Margherita, 2

15 Giugno 2 Luglio

ore 10:00 – 13:00 / 16:00 – 19:00

4-6 Luglio

ore 10:00 – 22:00

PIANO TERRA

I Collages di Wisława Szymborska

A cura di Sebastian Kudas

Progetto realizzato in collaborazione con Istituto Polacco di Roma e Fondazione Wislawa Szymborska

La mostra curata da Sebastian Kudas presenta 25 collages originali creati dalla poetessa Wisława Szymborska (1923-2012), Premio Nobel per la letteratura nel 1996 e realizzata grazie alla collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma e la Fondazione Szymborska. Il collage fu per Szymborska una vera e propria passione e le sue opere quasi delle piccole poesie per immagini che si divertiva a regalare agli amici. In mostra sarà esposto anche il manoscritto originale di una delle più conosciute e amate composizioni della poetessa, Il gatto in un appartamento vuoto (Kot w pustym mieszkaniu).

“Bastava poco: un rettangolo di cartoncino opaco (poteva essere azzurrognolo o beige), una buona colla per carta, le forbici, materiale da ritagliare, e ovviamente Wisława Szymborska. Delle cose qui elencate, nella Repubblica Popolare Polacca – e fu allora che la Szymborska iniziò la sua opera di collage – l’unico elmento sicuro era solo la Szymborska.
I cartoncini non c’erano, e chi poteva le portava quei cartoncini dall’estero. La colla non incollava, perciò suppongo che dovesse incollarli a modo suo, e a volte succedeva che poi il ritaglio parzialmente si staccasse. Riusciva a sconfiggere anche l’ottusità delle forbici: nei ritagli non si notano tracce di lotta con lo strumento, né con il proprio corpo. I materiali da ritagliare li trovava da sé: titoli di giornale e riviste, riproduzioni di fotografie, vecchie cartoline. Ma lei quei materiali li annullava. Continuavano, è vero, ad avere le caratteristiche proprie, originarie, a essere riconoscibili, però – una volta ritagliati dal contesto – sotto la sua mano cominciavano a costruire mondi nuovi, alquanto surreali, sprizzanti umorismo, calore e un senso di libertà. Anche perché erano stati dispettosamente liberati dal loro luogo d’origine, inscritti nel mondo della Szymborska, e ormai non erano più strettamente e disperatamente attaccati al giornale, alla rivista, alla foto, alla cartolina: ormai erano estrapolati dalla loro necessità precedente.

Li inviava agli amici, alle persone care, e ne aveva così tanti che il lavoro di ritaglio doveva occuparla per molte ore. Sapeva che gli amici li aspettavano, specialmente alla fine di dicembre in forma di auguri di buon anno, e lei non li deludeva quasi mai. Si ricordava anche delle occasioni particolari di ogni suo amico, occasioni che lei commentava tramite i ritagli. Li sottoscriveva con le iniziali, con nome e cognome, oppure con il solo nome. Con quella caratteristica “W” che ricordava piuttosto una “V”. Con lettere uniformi piccole ma leggibili.

I ritagli sono un’opera d’arte, è chiaro. Sono anche la sigla di Wisława Szymborska. Ma vale la pena volgere l’attenzione al loro senso, forse il più importante: sono una traccia dell’amicizia e un appello all’amicizia.”

Testo di Leonard Neuger

Traduzione Silvano De Fanti

SECONDO E TERZO PIANO

Il MAN per L’Isola delle Storie

Orizzonte in Italia

Il viaggio dell’artista Antonio Rovaldi compiuto in bicicletta nel 2011 lungo tutto il perimetro della penisola per fotografare la linea dell’orizzonte, da confine a confine.

A cura del Museo MAN di Nuoro

4-6 luglio

ore 10:00 – 22:00

“Orizzonte in Italia” è un progetto espositivo del Museo MAN concepito in due tappe: la prima a Gavoi, in occasione del Festival Letterario della Sardegna, in cui sarà presentato il lavoro di Antonio Rovaldi nato dal viaggio compiuto in bicicletta nel 2011 lungo tutto il perimetro della penisola per fotografare la linea dell’orizzonte, da confine a confine; la seconda a Nuoro, negli spazi del museo, prevista per il mese di febbraio, in cui l’artista presenterà un nuovo lavoro, concepito come un’estensione del primo, nato da un viaggio, sempre in bicicletta, lungo il perimetro della Sardegna che l’artista ha compiuto durante il mese di giugno di quest’anno e che proprio a Gavoi vedrà la sua conclusione. “Durante il viaggio in Italia -spiega Rovaldi- ho fotografato la linea dell’orizzonte ad intervalli più o meno regolari, a seconda della reazione del mio corpo agli sforzi fisici. Ho raccolto moltissime immagini di orizzonte a differenti ore del giorno e della sera, un lunghissimo pentagramma cromatico guardato dalla costa italiana, da nord a sud e poi ancora da sud a nord, a risalire. Mi piace pensare la fotografia non tanto come una singola immagine quanto, piuttosto, come ad una catena di immagini che si rincorrono, cadenzate da brevi o ampie pause, così com’è l’andamento del respiro quando si va in bicicletta coprendo lunghe distanze: a volte il respiro si affanna, altre volte rallenta, piatto e orizzontale come il nostro orizzonte visivo. La pellicola fotografica si distende lungo la linea dell’orizzonte coprendo, linea dopo linea, porzioni di territorio.”
Gli spazi vuoti tra un’immagine di orizzonte e quella successiva sono, nel viaggio come nell’installazione fotografica momenti di vuoto e di sospensione, pause fisiche di un respiro che sembra avvolgere una forma fisica (l’Italia) con un unico sguardo cercando di abbattere per un istante la parzialità della visione sul paesaggio che ci circonda. “Orizzonte in Italia” è al tempo stesso coscienza precisa di una determinata posizione geografica e immagine astratta e metafisica di qualcosa che sfuma all’orizzonte.

CASA MAODDI

Via Sant’Antioco, 1

Piano Terra

4-6 luglio

ore 10:00 – 22:00

Il Murats per L’Isola delle Storie

L’Isola dei tessuti

Esposizione dei preziosi tappetti appartenenti alla collezione del Museo Murats

e del progetto dell’artista Pier Paolo Luvoni

A cura del Murats

Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda di Samugheo

Il MURATS, Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda, e il Comune di Samugheo, in occasione della consueto appuntamento del Festival Letterario della Sardegna, realizzerà una mostra che prevede l’esposizione di una selezione di preziosi manufatti appartenenti alla Collezione del Museo, databili in un periodo compreso tra la fine del 1700 alla prima metà del 1900 la cui provenienza rappresenta le diverse zone della Sardegna. Tra questi saranno esposti alcuni rari esempi di manufatti quali le “Affacciadas” del 1700 ma anche bisacce, copricassapanche e arazzi e avrà come titolo “L’Isola dei tessuti”. Completata la mostra il progetto di arte contemporanea dell’artista sassarese Pier Paolo Luvoni che realizzerà una serie di lavori che avranno al centro il discorso con l’arte tessile sarda. La mostra è composta da una installazione site-specific, dal titolo “Steps that echo”, che altera lo spazio architettonico in cui viene presentata e crea una relazione con il fruitore; in questi spazi ibridi il pubblico è invitato a entrare per sperimentare una sorta di smarrimento cognitivo, un passaggio impraticabile, una strada senza uscita; lo spazio inteso come luogo dove svolgere un’azione che come una parola, esprime un cambiamento, un momento temporale soggetto a volatilità. Si dà in oltre una seconda vita ad alcuni oggetti che pur mantenendo il loro aspetto originario, mutano di significato; un continuo processo di nascita, morte, di nuova esperienza e rinascita. Il tutto è legato dall’impossibilità di dare una risposta precisa ad un problema poiché ci si trova di fronte a soluzioni che per quanto opposte, sembrano entrambe apparentemente valide.

Raccontami la tua impresa

II edizione

4-6 luglio

ore 10:00 – 22:00

Video racconto

(durata 50’ presentazione in loop)
e

Esposizione di oggetti e creazioni

L’Isola delle  Storie narra delle storie, trame di vite, di luoghi, vicini e lontani, guardate da punti di vista differenti, appoggiate su altre prospettive, visioni di culture conosciute, oppure ignorate, o forse solo inesplorate. Sono idee e visioni che forse, per chi le ascolta, possono diventare provocazione e ispirazione, come scintille inaspettate che alimenteranno l’estro creativo di altre storie che L’Isola delle Storie continuerà a raccontare. Da questa premessa, prende avvio l’idea di provare a raccontare il territorio, questa regione della Sardegna, con la voce di chi questo luogo lo abita, ci vive, e sceglie di lavorarci, puntando su stesso, inseguendo la propria idea, quella trama, quel filo, che pone le basi per la realizzazione di un progetto di lavoro, e quindi di vita. Si vuole valorizzare e promuovere la storia di queste persone che hanno sviluppato il loro progetto creando un’impresa, con coraggio e determinazione. Si narra e si sostiene la “visione” di un territorio, che nonostante le difficoltà non si arrende, vuole crescere, mettendo in campo creatività e professionalità, identità e innovazione. E questa è anche ” l’impresa” che porta avanti da 11 anni L’Isola delle Storie con la realizzazione del Festival. Il video racconto si completa con l’esposizione di alcuni oggetti e creazioni, simbolo dell’impresa.

Progetto ideato e realizzato da

L’Isola delle Storie in collaborazione con Camera di Commercio di Nuoro

e la partecipazione di alcune imprese appartenenti alla C.C.I.A.A.

MOSTRE ALL’APERTO

Per le strade di Gavoi

Dal 14 giugno al 6 luglio 2014

Istranzadura

A cura di Daniela Zedda

In esposizione lungo le strade del paese le fotografie degli autori del Festival dal 2004 al 2013. I rituali dell’ospitalità hanno attraversato il tempo e Daniela Zedda li ha riprodotti nei ritratti degli ospiti stranieri, nelle case e nelle strade di Gavoi dove, secondo il rito, s’istranzu diventa straniero accolto.

PIAZZA SAN GAVINO

Bam! + Era per L’Isola delle Storie

Ritmo cadenzato, interrotto, sospeso. A volte, ripreso. Idee che prendono forma. Concetti che trovano senso.

La narrazione di un Festival fatto di persone con le loro storie ha bisogno della sua punteggiatura!

La punteggiatura non fa il testo, ma è indispensabile per la corretta comprensione ed espressione. Le persone sono il testo dell’Isola delle Storie: gli autori, i partecipanti, i visitatori, gli abitanti di Gavoi. I curiosi e gli esploratori, i lettori e gli artisti, i fotografi professionisti e quelli della domenica, il vecchio sulla panchina e la bambina sull’altalena. Gli uomini e le donne di Gavoi.

Dall’incontro di BAM Design con la grafica Sabina Era scaturiscono virgole d’acciaio, punti interrogativi in metallo ossidato, asterischi e parentesi che si trasformano in sedute e tavolini. Piazza San Gavino e i suoi abitanti diventano un discorso… lungo quattro giorni. La punteggiatura è il codice universalmente condiviso che l’umanità, nella sua multiforme espressione delle culture, ha scelto come mezzo per diffondere il suo sapere millenario e le sue storie. L’Isola delle Storie come racconto corale, forse un romanzo Bam Design, la grafica Sabina Era e la gente che passa iniziano un discorso…lungo quattro giorni.

Palchi BAM Design per L’Isola delle Storie

Aria, voci, parole e racconti. Sentendosi a casa

Tre palchi, Sant’Antiocru, Mesubìdda, Binzadònnia, tre salotti a cielo aperto dove ritrovarsi intorno a un tavolo, tra riflessioni e risate, scambio di idee e appuntamenti tra scrittori e giornalisti. Spazio e volumi progettati per abbracciare il popolo dei lettori nell’Isola di Gavoi. Segni e materiali plasmati da BAM Design per tre luoghi diversi, unici e originali come i protagonisti del festival “delle Storie”.

MOSTRE DI ILLUSTRAZIONE

Scuola Elementare – Via Salvatore Canio

Dal 4 al 6 luglio 2014

dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00

Le immagini della fantasia

Da Sarmede, una selezione degli illustratori più famosi al mondo. Per scoprire che c’è chi, ispirato dalle parole, può lasciarci senza parole.

Fuori dagli scaffali, fuori dalle pagine dei libri, ma mai senza di loro, accomodate in grandi finestre sul pubblico, ecco le immagini della fantasia venute da ogni dove e raccolte da Monica Monachesi per La casa della Fantasia di Sarmede. Arrivano per la prima volta a Gavoi e cci invitano a guardare, ad ascoltare le loro storie, a esercitare il nostro pensiero e ad accogliere ammirati innumerevoli nuove, stupefacenti invenzioni. Elasticità, curiosità, entusiasmo, questo ci chiedono le immagini della fantasia, le immagini dei libri per l’infanzia. Siamo chiamati a un gioco molto serio, al quale i bambini sanno giocare meglio di tutti: il gioco della lettura. Sgombri da convenzioni e preconcetti, incessantemente desiderosi di conoscere, vedere, toccare, dire, fare, i bambini accolgono con molta intensità ogni invito alla lettura, possono e devono potersi confrontare con libri che non siano limiti, ma inaspettati nuovi spazi di pensiero e di vita emotiva.Nell’epoca in cui, attraverso le immagini dirette, ai bambini si vende di tutto, la bellezza è anche un’arma preziosa.

Alfabeto dei sentimenti

A cura di Sonia Maria Luce Possentini

Poesie di Janna Carioli

Immagini di Sonia M. L. Possentini

Sonia Maria Luce Possentini, ispirata dai testi di Janna Carioli, riesce a farci attraversare con gli occhi del cuore, il cuore della visione. Tavole davanti alle quali è impossibile non sostare per portarsele non abbandonarle. Il libro che ne è scaturito, edito da Fatatrac e vincitore del Premio Pippi 2014, è qualcosa di più di un’educazione sentimentale portatile… Vedere, per credere. Di corredo alle tavole del libro (22), alcuni libri d’autore della stessa Possentini, dove il bianco della carta è materia per i colori dell’immaginazione.

Funamboliche parole, Storie sul filo

Mostra del libro creato dai ragazzi

della II media di Gavoi con la direzione di Roberta Balestrucci

Frutto del laboratorio di scrittura creativa, la mostra vi guiderà all’interno di un territorio e di un linguaggio giudicato spesso difficile e impenetrabile, l’adolescenza. Preparatevi perciò a scoprirlo con gli occhi e le parole dei nostri ragazzi, funamboli della vita, in un mondo che li aspetta a braccia tese.

Un libro tutto da scrivere: parole matte

Un percorso senza ostacoli, per scoprire sensi e non sensi dentro i libri

Mostra bibliografica a cura del

Centro Regionale di Documentazione Biblioteche per ragazzi

e in collaborazione con il

Consorzio per la Pubblica Lettura S. Satta di Nuoro

Su quel pianeta hanno inventato un gioco che si chiama «duello di parole». A impararlo ci vuoI poco. Uno dice una parola….Il secondo ne dice un’altra. Il terzo le mette insieme e inventa…Roba da matti. Ma questo non è tutto…

Tratto da: Quando le parole son matte di Gianni Rodari

Una mostra bibliografica pensata per bambini, ragazzi e adulti. I visitatori scopriranno dentro i libri, albi illustrati, sensi e non sensi, spunti per inventare insieme un gioco divertente, capace di stimolare la fantasia e la creatività “bambina” nascosta in ciascuno di noi. Come dice Rodari, a impararlo ci vuol poco; più difficile è, forse, continuare.