Cezar Paul-Bădescu

Nell’autunno del 1966, Nicolae Ceauşescu ha emesso la legge che proibiva gli aborti. Di conseguenza, tra il ’67 e il ’68, sono nati tanti bambini, definiti “leggini”, in onore della legge che ha permesso loro di venire al mondo. Tra questi anche Cezar Paul-Bădescu. A scuola, lo hanno fatto pioniere sin da subito, perché aveva bei voti, e poi comandante di gruppo. Fino alle superiori è stato uno studente modello e non ha mai marinato la scuola. Giunto alle superiori, ha iniziato a fumare e anche a marinare la scuola. All’università ha studiato Lettere, conseguendo poi un master in Teoria della Letteratura. Ma per guadagnarsi da vivere, ha iniziato a lavorare come giornalista. Qui ha fatto un po’ di onde, una delle più importanti nel 1998, quando ha messo in discussione le mitologie create attorno al sommo poeta romeno, Mihai Eminescu. Ci sono state reazioni in tutti i giornali, anzi lo stesso Parlamento Romeno ha preso una posizione in merito. Due anni più tardi, nel 2000, Cezar Paul-Bădescu riceveva da parte del Presidente della Romania una medaglia per meriti culturali. Casuale o no, la medaglia era intitolata “Mihai Eminescu”. I volumi di narrativa di Cezar Paul-Bădescu, Le giovinezze di Daniel Abagiu (Ciesse ed. 2014) e Luminiţa, mon amour, si sono esauriti in poche settimana dalla pubblicazione. Ma, siccome in Romania non si vive di letteratura, Cezar Paul-Bădescu è costretto a essere prima di tutto giornalista, e scrittore solo nel tempo libero. Gli piacerebbe fosse al contrario.

  • Evento 4 Luglio, Mesu Bidda ore 17.30, ALTRE PROSPETTIVE